Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

 
Un ospedale in cui non si può nascere, una classe politica snervata. Conclusione a Gorizia non si può più nascere. Tra Palmanova , Latisana e Monfalcone la Regione ha scelto di chiudere Gorizia. Interventi vari.

NON NATO A GORIZIA

LA QUESTIONE OSPEDALE
 

Go polis avrebbe voluto discutere soltanto di arte e di cultura, di questa strana e talvolta splendida cultura di Gorizia e del Goriziano. Ma poiché non siamo una delle tante conventicole autoreferenziali che infestano la nostra città spillando soldi a destra e a manca, ci poniamo domande sulla Gorizia decadance, che rischia di compromettere valori, tradizioni, tesori raccolti con fatica nel corso dei suoi dieci secoli di storia. Il sindaco Romoli intervistato da Roberto Covaz de Il Piccolo racconta le vicende dell’ospedale di Gorizia, il suo continuo ridimensionamento e in particolare la chiusura del reparto maternità. Dice, a un certo punto: tra Palmanova, Latisana, Monfalcone è stato scelto di chiudere la maternità della città più popolosa. Incredibile: è una scelta punitiva e offensiva, se qualche goriziano trovasse il tempo e la voglia di offendersi. Qualcuno l’ha fatto, come Del Sordi e pochi altri e la battaglia è stata persa. Ma non è stata una scelta casuale: la Regione (prima governata da Tondo e quindi da Debora) ha deciso di chiudere Gorizia sulle pressioni delle lobbies universitarie, ospedaliere e poi politiche di Udine e di Trieste, con l’aiutino di qualche illustre primario monfalconese e con il nostro corpo medico che non ha saputo nè voluto fare massa critica. Ragioni “tecniche” hanno raccontato al popolo bue: nella loro oscena aridità contabile le giustificazioni “tecniche” sono invece la prova del disprezzo totale con cui la regione (politici e dirigenti) tratta i goriziani e tutto ciò che concerne Gorizia. Il problema non è solo politico, quindi: negare il certificato di nascita a Gorizia significa togliere a una città, da sempre capoluogo, il diritto di esistere. Nel 2050 i giovani della nostra città saranno palmarini, monfalconesi, latisanesi, udinesi , triestini. Non ci saranno più goriziani, se non i poveretti sedicenti tali. E questo è un problema culturale, aggravato dal fatto che parte della responsabilità di quanto accaduto è anche di chi ha perorato, continuamente e talvolta con volenza verbale, per anni, la fusione degli ospedali di Gorizia e S. Peter quale geniale soluzione del problema*. La regione ha preso la palla al balzo: vogliono partorire in Slovenia? Si accomodino, così tra Palmanova (6mila abitanti) Latisana (11.000 circa) Monfalcone (26mila) tagliamo Gorizia (36mila abitanti) che ha orizzonti internazionali. Ragioni tecniche?
*Chi partorisce nell’ospedale di S.Peter deve sopportare un’odissea burocratica senza fine e il nascituro non sarà comunque mai riconosciuto come “nato a Gorizia”. Non è previsto né dalle leggi italiane né da quelle slovene: di cosa stiamo parlando?

A.DEVETAG GOPOLIS 20 LUGLIO 2015
 
INTERVENTI
 
Lucio Gruden Eh si, sempre e solo colpa della Regione a guida PD.
Per dimostrare di avere ragione occorrerebbe trovare un imprenditore vicino a Romoli, andrebbe bene un maresciallo alla Oreti e consorte per esempio (per sostituire gli anziani, ormai, generale Apa e
il fido ex assessore regionale alla sanità Mario Brancati, quelli della Salus, tanto per chiarire) e fare "rinascere il punto nascita" di questa grande enclave dell'Immenso Goriziano e mettere su un business della madonna.
Gorizia non conta perché non sa fare 1+1 da tanti anni, priva di senso pratico, senza alcuna visione di se' e di dove vada il mondo e perciò tenuta racchiusa nel bozzolo delle sue polemiche, sul niente.
È la città con più verde per abitante ed è senza piste ciclabili sull'Isonzo. Nel 2015. Vergogna.
 
Roberto Semoli Beh, qua si mette molta carne al fuoco, un buon pretesto x portare acqua (ognuno) al suo mulino.
Chi parla di San Pietro-Vertoiba (facendo la punta...), chi riesuma antichi traffici democristiani (che, checché se ne dica, mise in moto l'economia citta
dina), chi parla delle piste ciclabili (a ragione, ma non in questo post) ... si è usciti dal binario iniziale: a Gorizia non nascerà mai più bessuno.
E questo x colpa dello stradominio triestino e friulano in Regione. E la misera (numericamente) presenza isontina nella stessa.
La spartizione della nostra storica realtà tra Trieste (una strisciolina di terra, la più piccola Provincia italiana, con soli 6 Comuni, chissà perché Capoluogo di Regione pur essendo così estremamente decentrata rispett o l'intero territorio che amministra -unico caso in Italia!-) e Udine (che pissiede già un territorio immenso) ha dello squallido!!! Per delle "briciole" si smembra la cultura millenaria goriziana... vergognoso.
Che pena questa classe politica.
 
Marco Visintin dipende quante nascite fa il tuo ospedale ,,,,non dai residenti...
 
Gianvico Cian Pinat ... beh, però o scriviamo Šempeter o scriviamo San Pietro. S. Peter non si può vedere!
 
Roberto Semoli Condivido! Condivido il post iniziale!!!
 
Vincenzo Compagnone Non capisco cosa c'entri il contenitore con il contenuto, Federico. La vera occasione persa e' stata la mancata costruzione di un ospedale unico provinciale. E così ora ci troviamo con due mezzi ospedali asfittici (il nostro peggio dell'altro, ad onor del vero). Quanto al Punto nascita sappiamo tutti che, per numero di parti annui, era diventato ormai indifendibile. Sono stati sbagliati tempi e modi della chiusura, prima ancora che partisse la riforma regionale, e lo scandalo, caso mai, è che sia ancora aperto quello di Latisana, dove le nascite sono superiori soltanto di poco.
 
Goriziagorizia La storia dell'ospedale è tutta da scrivere. La storia dell'irrilevanza goriziana anche. Ma cominciamo ad avere qualche traccia, ve lo assicuro, assolutamente apartitica. L'importante e ragionarci sopra e e non darsi per vinti. In fondo Gorizia ha superato prove ben più gravi di questa. gopolis
 
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