A capofitto in un sito per capire Gorizia: storia, arte, cultura, politica

GO.POLIS

COMITATO PER LA SALVAGUARDIA

E LA VALORIZZAZIONE DELLA CULTURA GORIZIANA

PREMESSA

 1.    Gorizia si configura, nella sua storia, come città, dal latino civitas: non un mero agglomerato di case e di gente, ma una particolare identità, etimologicamente vicina a “civiltà”, portatrice di una cultura connotata da originalità, creatività, "stile". Capoluogo da sempre, questo ruolo istituzionale diventa identitario soprattutto dal ‘700: città d’incontro e di confronto continuo di linguaggi e tradizioni diverse, anche grazie all’importante contributo ebraico, Gorizia costruisce una particolare e complessa connotazione culturale.

 2.      E’ sopratutto la complessità culturale, storica e linguistica di Gorizia e della sua provincia ad aver determinato la “specialità” della Regione Friuli Venezia Giulia,  fornendo un incalcolabile valore aggiunto al resto del territorio regionale. Ma Gorizia sta gradualmente perdendo le prerogative di capoluogo di un’area che, pur se  drasticamente ridotta dopo la seconda guerra mondiale, ha mantenuto una valenza storico-politica di notevole valore in ambito nazionale e internazionale.

 3.      Pensiamo che oltre alle sue opportunità culturali, senz’altro da cogliere e da sviluppare, Gorizia debba interagire culturalmente con Lubiana, Zagabria, Budapest, Praga e naturalmente Vienna, mettendo in luce la sua vocazione mitteleuropea, facendosi promotrice e capofila di progetti culturali di respiro europeo, entrando in sinergia operativa  ad esempio con la prossima creazione di quella  Macroregione Alpina di cui Gorizia potrebbe diventare  uno snodo importante, forte della sua tradizione di contea con un territorio che univa, in una sorta di originaria mitteleuropa popoli e tradizioni latine, slave e germaniche  dall’Istria fino al Tirolo, comprendendo tutto l’arco orientale delle Alpi.

 4.      Pensiamo che Gorizia sconti un pesante deficit storico-culturale, soprattutto rispetto ai territori e alle città vicine. Se il discorso internazionale è fondamentale per un rilancio della città, ribadiamo la necessità di ricomporre e alimentare i rapporti con le località vicine, come Cormons e Gradisca d’Isonzo, i comuni transfrontalieri. Ma l’obiettivo forse più importante sono i rapporti e i legami di Gorizia con Aquileia: dell’immensa  tradizione storico culturale e religiosa aquileiese  Gorizia è erede diretta dopo la divisione del Patriarcato nei due arcivescovadi di Gorizia e Udine da parte di  Maria Teresa, nel1752.  Ma questa opportunità  non e mai stata compresa ne' sfruttata. E pensare che Aquileia con la sua Basilica ricadono  sotto la giurisdizione ecclesiastica della curia goriziana, come del resto Cervignano. Il museo di Santa Chiara restaurato avrebbe dovuto  ospitare il magnifico tesoro di Aquileia di proprietà della curia goriziana riportando alla nostra citta i valori e i simboli di un potere spirituale e culturale che va dalla Lombardia alla Transilvania.  La sottovalutazione del ruolo storico di Gorizia nei suoi oltre mille anni di storia è stupefacente e meriterà un approfondimento particolare.

5.      Pensiamo che questo deficit culturale sia alla base della progressiva spoliazione delle prerogative di Gorizia e quindi del suo ruolo. Ricordiamo soltanto i casi più recenti o in corso d’opera come la cancellazione del Provveditorato, della Banca d’Italia, il ridimensionamento dell’ospedale,  il tentativo di trasferire la potestà dei Musei provinciali alla Regione ovvero all’azienda speciale di Villa Manin di Codroipo, la ventilata chiusura del Tribunale, lo spostamento della sede di confindustria a Ronchi dei Legionari, sono i segnali di un’accelerazione di un processo pluridecennale che ha come irrimediabile epilogo il declassamento di Gorizia da città a paese. Un paradosso: Gorizia è ricca di associazioni culturali, purtroppo spesso autoreferenziali, incapaci di creare tra loro positive sinergie per la città.

 6.      Inoltre, Gorizia ha subito anche perdite di ruolo passate mediaticamente e politicamente “sottotraccia”, ma altrettanto devastanti per il ruolo e l’economia: in campo enologico, oggi così importante turisticamente, deve rivendicare con forza il ruolo di capoluogo non solo del Collio, ma anche dell’Isonzo e del Carso, tutte zone vitivinicole a Doc che proprio a Gorizia si incontrano geograficamente e costituiscono una delle particolari eccellenze cittadine. Ricordiamo che fino ai primi anni ’90 le sedi delle Doc Collio e Isonzo erano situate a Gorizia. In un momento in cui l'appeal turistico di una citta' in generale e quello culturale in particolare si misura sull'offerta   enogastronomica la perdita procura a Gorizia un danno d’immagine , che si traduce in una concreta perdita di turismo e quindi di potenziale ritorno economico. Vogliamo ricordare soltanto, per capire l’indifferenza con cui a Gorizia si guarda a un comparto che potrebbe costituire una sua concreta eccellenza, che il marchio Rosa di Gorizia è registrato alla Camera di commercio di Udine.

 7.      Le cause di questa progressiva perdita di funzioni, di strutture, di ruoli sono esterne ed interne . Quelle interne derivano in gran parte dalla frammentazione e dalla rissosità delle varie componenti politiche cittadine, incapaci di unirsi su argomenti d’interesse generale. Ma ci sono cause esterne, di varia natura: le rivalità con Trieste e Udine hanno radici antiche, spesso basate su concrete differenze d'interessi economici; la difficoltà di rapporti tra Gorizia e i comuni della sua provincia e della Destra Isonzo. Inoltre, con la prossima soppressione delle Province e la nascita di nuove aggregazioni comunali, si prospetta un vero e proprio assalto a quelle funzioni che sono state sempre caratteristiche di Gorizia quale capoluogo. La decadenza di Gorizia passa quindi attraverso un grave ma correggibile problema identitario e quindi culturale.

 8.      Figurativamente il raggio d’azione del Comitato si può sintetizzare in tre cerchi concentrici: il primo, prende in considerazione i dintorni della città e tocca quindi Cormons, Aquileia, Gradisca, Nova Gorica, Palmanova, Cividale. Il secondo è senz'altro piu ampio e va da Klagenfurt a Lienz, a Udine a Trieste, da Pordenone all'Istria slovena e croata: questo è l'ambito in  cui è necessaria un'azione politico-istituzionale. Il terzo cerchio di piu complessa gestione ma anche piu promettente dal punto di vista del rilancio culturale è quello che può -e deve - legare Gorizia alle grandi capitali europee, come Vienna, Budapest, Zagabria, Belgrado. Queste tre gradazioni geografiche, possono dare positive indicazioni sulle varie fasi di intervento e progettazione.

 CONSIDERATA QUESTA PREMESSA,

Rimandando l’analisi della situazione a successivi approfondimenti, crediamo sia improrogabile costituire un Comitato di persone di buona volontà, che si riconoscano in queste ancora generiche premesse e che abbiano sopratutto a cuore le sorti di Gorizia, con l’obiettivo di:

 ·         attivare, tramite incontri, dibattiti, tavole rotonde, tutte le forze sociali, istituzionali e politiche in difesa delle prerogative storiche della Città di Gorizia;

·         di attivare tutte le possibili iniziative editoriali, mediatiche e pubbliche per la valorizzazione della storia e della cultura goriziana in tutte le sue vaste e complesse articolazioni

·         di essere motore attivo di proposte, progetti e idee in grado di rilanciare l’immagine di Gorizia in friuli Venezia Giulia, in Italia e in Europa

·         il Comitato si occuperà in prima persona della questione delle possibili aggregazioni isontine, puntando su di un rassemblement dei comuni della Destra Isonzo e su una sempre maggiore integrazione con i limitrofi comuni sloveni.

·         Il Comitato intende produrre una serie di proposte che rilancino il ruolo di Gorizia in regione,in Italia in un ambito internazionale con particolare attenzione all’area mitteleuropea.

 

MARINO DE GRASSI  ANTONIO DEVETAG ANTONELLA GALLAROTTI  PAOLO GRUDEN LOREDANA ROSSI

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