A capofitto in un sito per capire Gorizia: storia, arte, cultura, politica

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FONDAZIONE, OSPEDALE, MUSEI...SHHH... 

Silenzio tombale sulla Fondazione Carigo, sulla quale il Pd, partito che appoggia il candidato sindaco Collini ha messo le mani in modo grifagno, con l’appoggio più o meno esplicito del consigliere regionale Diego Moretti, con il benestare della Governatrice di questa povera Regione, Debora Serracchiani. Un piano ben congegnato, che i vertici dell’ultima cassaforte rimasta alla nostra povera città vorrebbero far passare come apolitico: figuriamoci. Tutto tace e questo non ci sembra un buon segnale per il futuro: diciamo che i candidati, come le liste che li appoggiano non sono tutti eguali.  Intanto dall’ospedale di Gorizia provengono notizie poco rassicuranti in merito al suo futuro che nella mente dei governanti della sinistra regionale potrebbe essere trasformato una struttura di assistenza primaria, senza specializzazioni.  Siamo purtroppo convinti che il baricentro di quella che fu la sanità isontina penderà sempre più verso la Bassa Friulana: ma poiché siamo abituati a pensare (a pensar male ci si azzecca, diceva il diabolico Andreotti) mettiamo insieme i fatti e ripetiamo per la centesima volta che la Camera di commercio di Gorizia è invece entrata nell’orbita triestina. Ricordiamo per  un’ennesima volta, dolenti di infastidire  il candidato Portelli, alle prese con ben altri problemi, che la sinistra regionale e locale ha consegnato  la gestione dell’enorme patrimonio dei Musei provinciali a un’ente immaginario chiamato Erpac, invece di consegnarlo al suo legittimo proprietario, il Comune di Gorizia.  Trieste e Udine, insomma, si stanno spartendo non solo quello che era la provincia di Gorizia – diviso salomonicamente in due con a scellerata istituzione delle Uti - ma soprattutto le sue istituzioni più importanti, quelle che possono consentire a Gorizia di essere ancora una città, e non un paesotto tra Salcano  e Mossa. Da qui le necessità di votare chi riesce ancora a immaginare un ruolo autonomo per Gorizia: di qui il nostro appello ai chi rappresenta il centrodestra di prefigurare un futuro diverso, e migliore, per la nostra città. 

ANTONIO DEVETAG, ANTONELLA CORTESE -nota: sui musei provinciali, qui sotto un'ampia rassegna delle "nostre" opere d'arte

TURISMO CULTURALE E MUSEI PROVINCIALI

 DUE VIDEO 

Godetevi una piccolissima parte dei tesori culturali che appartengono a Gorizia e ai goriziani in due video realizzati da gopolis. Lo abbiamo fatto per far capire bene di cosa stiamo parlando. Non di miserevoli carriere politiche, di stipendi o di posti, ma di un patrimonio di opere d’arte di cui i goriziani devono andare orgogliosi e che può costutuire la base di un difficile rilancio economico della città, NON eterogestito da Trieste.

Turismo culturale, la formula magica con cui ultimamente molti politici e opinionisti fanno i gargarismi si basa su progetti concreti e sulla conoscenza del patrimonio cittadino e delle reali possibilità di sinergia tra i vari enti. Certo che le istituzioni devono lasciar da parte il “particulare” per pensare finalmente alla città nel suo complesso: la battaglia di gopolis è appena cominciata. Sul nostro blog gli argomenti di cui si parlerà in futuro.

Per quanto incomplete, la deue piccole galleria fotografiche che troverete in fondo a questo articolo sono interessanti. Definiscono una politica di acquisizioni che in maniera intelligente ha cercato di ricomporre una certa unità stilistica dell'arte giuliana. Una presenza triestina molto forte, che testimonia senz'altro una identità di vedute, un milieu culturale con grandi analogie, che derivano da un humus culturale comune che è senz'altro quello mitteleuropeo. In questo senso i Musei provinciali di Gorizia e il Revoltella di Trieste sono speculari. Noi di gopolis, speriamo e crediamo che tra le due città, anche in campo culturale ci debba essere un'assoluta reciprocità,senza complessi di sorta.

GOPOLIS

 

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Musei provinciali: alcune opere, dal '500 all'800

Musei provinciali, il '900

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