Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

A GORIZIA SI PUO' TOGLIERE TUTTO TRANNE...

22.07.2015 16:59

Eliminate le Province, focolai di opposizioni fastidiose, è in fase di assestamento la legnata finale che tramortirà i capoluoghi del Fvg, con un occhio di riguardo come sempre per  Gorizia, che nel “vaste programme” di una governatrice di Regione con ambizioni romane, non ha più ragione di esistere in quanto entità autonoma, con una platea di cittadini (circa 35mila) che non decideranno più il proprio futuro e saranno privati anche della propria cultura e delle proprie tradizioni. Gorizia è infatti ridotta a  un cencio senza dignità, una città cui si può togliere tutto, tranne gli immigrati. Da Piazza Unità, oltre al magnifico golfo,  la nostra città appare per quello che è: spaccata in fazioni avverse, frammentata in mille associazioni – molte delle quali vetuste e polverose come i loro presidenti, sempre con la mano tesa a mamma regione -    che non si parlano e non fanno sinergia, con istituzioni che, distrutta la Provincia, non hanno più ragione di esistere, come la Prefettura, il Tribunale, i Comandi d’arma, la Questura, l’Ufficio del registro, le Direzioni finanziarie, la Motorizzazione civile e via discorrendo. Ne avete sentito parlare su Il Piccolo dal popolo degli intervistati, quasi tutti a caccia di farfalle?   Gianluca Madriz è riuscito a consegnare ai triestini una delle ultime casseforti goriziane, quella Camera di Commercio istituita nel 1850 (!)  in cui era custodita  buona parte dell’indipendenza e il futuro della seppur scarsa imprenditorialità isontina, del commercio in prima istanza.  I documenti con cui si sottoscrive questo passaggio sono “leggeri” come la brezza di primavera, degni della friabilità di una classe politica, a destra e a sinistra, che non dirige più nulla, ma cui piace essere umiliata.  Al popolo bue viene spiegato che “tecnicamente” l’ambiziosa operazione prelude all’unione di tutte le Cciaa regionali, mentre sappiamo molto bene che Udine e Pordenone non si faranno fregare la propria autonomia finanziaria. Del resto è la stessa fine dell’unione industriali svenduta a Trieste e fatta passare come un grande successo. Un successo soprattutto per Gorizia,  estromessa di brutto dal vertice: presidente è stato designato Sergio Razeto,  capo degli industriali triestini. Pierluigi Zamò, presidente della Ilcam di Cormons è vicepresidente vicario. Vicepresidente con deleghe operative è  il triestino Diego Bravar. Sede a Gorizia, almeno ma quando mai, i tre moschettieri si riuniscono nella nuova sede a Ronchi dei Legionari inaugurata qualche settimana fa da Squinzi. Flavio Flamio, goriziano l’hanno lasciato direttore: un esecutivo. Grazie e auguri. Intanto veniamo a sapere che l’aeroporto Duca d’Aosta passerà alla Regione Fvg, l’ospedale San Giusto  – ci avverte il consigliere regionale Ziberna – sta per perdere il servizio per i malati di Sla e in stato vegetativo. Il Consorzio industriale di Gorizia sarà quasi sicuramente assorbito da quello di Monfalcone. Il servizio di Guardia medica all’ospedale di Gorizia sarà gestito da Palmanova dalla fine di questo mese: aspettiamo smentite, con ansia. Intanto l’ormai ex presidente Gherghetta sta seriamente pensando di candidarsi a sindaco di Gorizia e Diego  Kuzmin lo “lancia” nell’ultimo numero di Isonzo Soca.

ANTONIO DEVETAG

GOPOLIS