Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

Cultura goriziana terzo capitolo

11.03.2015 00:17

UNO STILE GORIZIANO?

E UNA MOSTRA A PORDENONE


Una piccola parentesi, prima di proseguire con la nostra disamina sulla situazione strutturale della cultura e del turismo di Gorizia, riferendoci proprio al nostro ultimo intervento, che riguardava i teatri. Abbiamo segnalato in MAIUSCOLO che l’Auditorium si chiama “della Cultura Goriziana” e non “della cultura Friulana”: questo cambiamento è stato sancito con voto unanime dal consiglio comunale di Gorizia. Nominalismo inutile? Puntualizzazioni superflue? Non crediamo proprio: siamo invece convinti che esista una forte identità goriziana, forte e molto complessa, costruita nei secoli dagli apporti delle tante culture che qui , in questa città, si sono scontrate e hanno convissuto fino a creare un mix originalissimo: italiana, slovena, germanica, ebraica. E friulana, perché no, ma non certamente SOLO friulana, asburgica, italiana, slovena, ebraica.

Siamo fieri di questa identità, difficile da definire e finora definita quasi sempre in senso minimale, se non caricaturale, in base a motivazioni ideologico-politiche, quindi legate al tempo. Ci riferiamo invece alla metastoria, a un'anima goriziana che porta nomi di grandissima levatura e di particolari sensibilità: Isaia Ascoli, Carlo Michelstaedter, Nicolò Pacassi, Max Fabiani, Francesco Macedonio, Quirino Principe e tutta quella schiera di artisti a partire da Giuseppe Tominz per arrivare a Crali e Music e cento altri che ancora oggi tengono vivissima uno specifico “stile goriziano-isontino” nell’arte figurativa. Ci ritorneremo, ma vogliamo segnalare che il 18 aprile uno dei nostri più telentuosi artisti, Roberto Kusterle, esporrà le sue creazioni belle e inquietanti alla Galleria Harry Bertoia di Pordenone. 

Antonio Devetag