Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

IL TURISMO DA' I NUMERI

30.11.2015 20:03

Dunque: un aumento di turisti del 124 % a Gorizia nel secondo quadrimestre del 2015; 30 milioni di euro in meno incassati dal settore turistico isontino nel 2014. Qualcuno ci dovrebbe spiegare l'improvviso strabiliante sviluppo, magari al netto di slogan - chiamiamole così - come quelli che periodicamente lanciano assessori e presidenti della moritura provincia di Gorizia, in cerca di una riconferma; anche dal Comune ci aspetteremmo un’analisi seria su dati così stranamente contrastanti. In merito, ci sembra ragionevole l’intervento del presidente Carigo Chiozza sui dati pubblicati da Il Piccolo. Mentre lasciamo dare i numeri a quelli per cui turismo è parola arcana, passiamo a cose più serie.

Con la chiusura definitiva dell’Ente provincia si annullano molti di quei motivi di natura soprattutto politica che finora hanno sempre impedito una collaborazione fattiva tra le strutture museali ed espositive ne nome di un interesse ben più alto, vale a dire il futuro economico di Gorizia e del suo territorio. Una provincia che oggettivamente non è mai riuscita a mettere in sinergia un territorio dalle molte attrattive, che andavano da Grado e dalla sua laguna al Collio, a Gorizia; per non parlare del rapporto sempre conflittuale tra Destra e Sinistra Isonzo i cui tanti interessi comuni la Provincia non è mai riuscita o forse non ha mai voluto conciliare. Certamente anche per ragioni economiche e demografiche l’Isontino è diventato così il ventre molle della Regione Fvg terra di conquista e la sua recente divisione in due Uti ha di fatto sancito ufficialmente la morte di un'istituzione storica, che non funzionava. Una situazione pluridecennale di separatezza politica che ha giovato a tutti i partiti e questo la dice lunga sulle reali capacità dei nostri leader: Il capoluogo andava per tradizione alle forze di centrodestra e il resto del territorio, fatta salva qualche eccezione al centrosinistra, che conquistava la provincia e sanciva così la frattura interna all’Isontino e la sua impossibilità a contare nelle decisioni fondanti. Tacita spartizione sulla quale ha non vissuto, ma agonizzato per troppi anni l'isontino.

Questa premessa è necessaria per capire come alla fine del ciclo delle Province in Friuli Venezia Giulia, sia possibile che il patrimonio culturale, storico e artistico dei Musei provinciali di Gorizia siano destinati a un gestore esterno, secondo le intenzioni di chi si ritiene erroneamente proprietario di questi beni, costruiti nel corso dei secoli dalla comunità goriziana e ad essa appartenenti. Fatta salva la proprietà goriziana dei Musei Provinciali e del loro contenuto, si potrà discutere, secondo noi, se la neo costituita Uti dell’Alto Isontino possa essere considerato il naturale gestore di una rete museale ed espositiva che comprende, ad esempio, anche Gradisca d’Isonzo.
Quel patrimonio di cui digitando www.gopolis.it potete intuire una minima parte del valore, dovrebbe finire nelle braccia non proprio amichevoli della Regione Fvg – come è stato dimostrato in tutte le recenti vicende che hanno interessato la città di Gorizia e l’ente regione, vedi ospedale, vedi questione immigrati. Questo in un momento in cui il nostro territorio sembra aver subito una vera e propria débâcle nel settore turistico. I dati riportati da Il Piccolo registrano trenta milioni di euro d’incassi in meno nel 2014.

Ci chiediamo allora da dove vengono quei dati ( un aumento del 124%) sul turismo goriziano nel secondo quadrimestre del 2015: sono il segno di un improvviso sensazionale appeal della nostra città? Motivato da quale o quali iniziative? Da quali strutture? Da quale geniale promozione? Qualcuno ha cercato di capire la provenienza di questo più che raddoppiato afflusso di turisti o è stato un fortuito caso, un dono dello Spirito Santo? Invece di riempirci di chiacchere a vuoto, qualcuno ha letto analiticamente quei dati, che sono costruiti dalla Regione su cifre fornite da ogni albergo e bed & breakfast? E se le avesse letti con attenzione-cosa di cui è lecito dubitare- potrebbe spiegarcene l’origine e le cause, che potrebbero, una volta individuate dare una mano nella programmazione in un settore così importante? Domande ovvie? Nulla è ovvio a Gorizia e sarebbe bello ottenere qualche risposta. Contrariamente, vien da pensare che l’unico aumento evidente, oggettivamente tragico, a Gorizia, è stato quello dei profughi.
gopolis