Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

Legge 26, Gorizia se ci sei batti un colpo

06.03.2015 16:34

IN ATTESA DI AFFRONTARE IL TEMMA DEI MUSEI – NE VEDREMO DELLE BELLE! - Un merito ce lo siamo conquistato: Go.Polis ha individuato tra i primi l’enorme importanza di quanto sta accadendo con l’approvazione della legge regionale 26, che , oltre a decretare la fine delle province com’erano finora configurate , sancisce la morte dei comuni: sia di quelli grandi che di quelli piccoli. Potremmo essere prudenti, come quasi tutti, e dire : aspettiamo gli eventi, ma quello che si prospetta, anche dopo aver sentito venerdì scorso all’Hotel Entourage le dichiarazioni dei vari sindaci, del presidente della provincia non ci riempie di fiducia nel futuro. Avremo 17 – come chiamarle? – aree, territori, istituzioncelle, guidati da un direttore generale plenipotenziario, controllate e guidate – mah!-  da un’assemblea di sindaci più o meno folta ognuno dei quali portatore di un voto, due voti, quattro otto, a seconda degli abitanti del suo comune. Da una parte quindi un assemblearismo spinto, che per esperienza sappiamo produce in genere poco o nulla; dall’altra  una potente macchina burocratica moltiplicata per 17 sulla cui efficienza non siamo certo noi soli a nutrire più di qualche dubbio. Un mix che non promette nulla di buono.

C’è del positivo? Forse quello che hanno sottolineato soprattutto i più ottimisti sindaci della Bassa friulana- Palmanova, Cervignano, Aquileia – questa legge se non altro ci costringe a metterci intornoun tavolo e trattare i problemi sotto un punto di vista di collaborazioni: possiamo creare nuove sinergie sul territorio. Se la sinistra sulla legge regionale 26 va avanti a testuggine romana, si registrano molte discrasie nel pd isontino, che da una parte insiste per dividere l’ex provincia in due zone, sinistra e destra Isonzo; mentre un’altra corrente di pensiero, che ha nel presidente Gherghetta il suo punto di forza vuole che la prossima Uti ricalchi in pieno i confini della provincia di Gorizia. Nel centrdestra è chiara la posizione di Romoli, sindaco di Gorizia che domani, mercoledì, farà sentire la sua opinione alla Presidente della giunta regionale Serracchiani. I sindaci di Grado Maricchio e quello di Fogliano Redipuglia sembrano essere sulle posizioni unitarie, come del resto Ronchi dei Legionari. E allora? Vorremmo sentire la voce del centrodestra, oltre i bravi ragazzi di Turriaco; vorremmo sentire opinioni da Monfalcone. Goriziani, la minestra è questa. Noi comunque lo ricordiamo: dividere la provincia di Gorizia in due moncherini asfittici è un sucidio, sia per Gorizia sia per Monfalcone. Gherghetta Dixit.

Antonio Devetag per Go.polis