Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

MUSEI, LA PROPOSTA DI GOPOLIS

14.02.2016 15:13

MUSEI PROVINCIALI: LA PROPOSTA DI GOPOLIS

 

NELLA FOTO: UN MOMENTO DELL'INCONTRO ORGANIZZATO DA GOPOLIS ALL'UGG (VEDI FB goriziagorizia)

 

Comitato gopolis

Proposta per lo sviluppo del turismo culturale a Gorizia

e per la proprietà e la  gestione dei beni museali appartenenti dell’ex Provincia di Gorizia

 

Il comitato gopolis ritiene che lo sviluppo del turismo culturale a Gorizia e nel  suo territorio possa limitare gli effetti della crisi economica in atto, mitigare i danni della ormai avviata de-industrializzazione, produrre un incremento del reddito soprattutto nel settore commerciale e ricettivo.  Sul tema del turismo culturale è  in corso a Gorizia  un acceso dibattito nato soprattutto con la prossima  fine dell'Ente Provincia e la conseguente dismissione dei suoi beni, tra i quali i Musei provinciali di Gorizia. Ciò rende improcrastinabile la creazione di un “sistema Gorizia” con  la definizione di nuovi assetti organizzativi dei vari siti museali ed espositivi,  di concreti progetti legati alla  futura proprietà e gestione dei “Musei provinciali di Gorizia”,  uno dei più notevoli tesori storici, documentari e artistici della città.  Un progetto economico, quindi, che chiede la stessa concreta attenzione economico-finanziaria di settori quali il commercio o l’industria.

 

UN PROGETTO GLOBALE DI SVILUPPO

 

Il comitato gopolis è convinta che il  destino dei Musei provinciali di Gorizia  deve essere legato a un progetto complessivo di crescita del settore del turismo culturale della città e del suo territorio, in sinergia con le linee generali dello sviluppo turistico della Regione Friuli Venezia Giulia. E’ fuori dal tempo e antieconomico infatti,  pensare a una gestione separata delle strutture espositive e museali goriziane come è stato finora. La chiusura dell’Ente Provincia paradossalmente rende praticabili per la prima volta concrete ipotesi di sviluppo del turismo culturale basate  sulla piena collaborazione  tra i vari enti e istituzioni che gestiscono il patrimonio storico, documentale, culturale della città. Infatti,  con la fine della Provincia viene meno il contenzioso politico-amministrativo (l’accesa rivalità tra destra e sinistra Isonzo in senso geografico e politico che nell’Isontino  hanno  finora impedito  di creare una  rete museale ed espositiva goriziana), che si pone come precondizione  necessaria a qualsiasi ipotesi di gestione futura.

 

LA PRECONDIZIONE PER LA CREAZIONE DEL SISTEMA GORIZIA

 

Il comitato gopolis ritiene che il patrimonio artistico, storico e documentale dei Musei

provinciali di Gorizia, una volta liquidato l’Ente Provincia deve  gestito da quegli enti e istituzioni che abbiano a cuore il futuro della città. Qui si innestano -  secondo noi scandalosamente -  fatti di cronaca politica, di voci  di corridoio, di ipotesi fumose mai definite con precisione: la proposta di un passaggio tout court dalla gestione provinciale a quella della Regione Friuli Venezia Giulia è stata avanzata pubblicamente  più volte dai rappresentanti della provincia di Gorizia, in particolare dal suo Presidente Gherghetta e da alcuni rappresentanti della giunta provinciale,  ma su questo argomento il compiaciuto silenzio dell’assessore Torrenti è stato assordante.

 

Il passaggio dei Musei provinciali alla Regione sic et simpliciter non farebbe che procrastinare la situazione di assoluto stallo del settore del  turismo culturale  in città, sancendo definitivamente la separazione tutta “politica” delle strutture museali, impedendone quindi una vera e feconda sinergia operativa. Inoltre l’ipotesi di passaggio alla Regione  non si basa su nessun presupposto programmatico serio sullo sviluppo complessivo della citta'  e alla perseveranza con cui viene comunque proposto insinua l'ipotesi che questa operazione dia soltanto un mezzo per la sistemazione professionale di alcune posizioni interne - esterne - ai musei stessi.

 

Se come si è prospettato  i musei provinciali dovessero essere trasferiti alla Regione - la città di Gorizia diverrebbe un’anomalia, stante la circostanza che nel resto della regione, come in quasi tutto il resto del paese, i Musei e le attività museali appartengono ai comuni; proponiamo che la loro proprietà sia restituita alla comunità goriziana (COMUNE e/o Uti Alto isontino) e la loro gestione a una Fondazione o analoga istituzione interessata a gestire il futuro turistico di Gorizia, da realizzare gradualmente.  Il turismo culturale, unito al comparto enogastronomico e a quello commerciale, costituirebbe, per il suo valore intrinseco e per la sua originalità uno strumento di crescita, in ovvia sinergia con le altre zone della Regione.

 

LE STRUTTURE DEL “SISTEMA GORIZIA”

 

Gorizia possiede forti  potenzialità  nel settore del turismo culturale che finora ha subito un’assurda quanto sterile frammentazione, pur disponendo di strutture assolutamente attrattive che MAI sono stati messe  a sistema per valorizzare la città e non solo  una parte di essa.  La Pinacoteca di palazzo Attems, i Musei di Borgo Castello  ( della Grande Guerra  e della moda e delle Arti applicate), il Museo didattico del Medioevo goriziano in Castello con la sua apprezzatissima sezione musicale  Theatrum Instrumentorum,  la Sinagoga di via Ascoli con il suo Museo della Piccola Gerusalemme sull’Isonzo e la sezione dedicata alla conoscenza del grande filosofo goriziano Carlo Michelstaedter.  Quindi il  Museo di Santa Chiara nella prospettiva originaria  di diventare il Museo dell’Arcidiocesi e di esporre quindi il Tesoro di Aquileia e la Donazione Teresiana ( un patrimonio tutto goriziano ancora oggi nascosto agli occhi del pubblico ma di assoluto valore storico artistico), la Fondazione  Coronini  Cronberg, vera miniera di memorie e di opere d’arte. Gli spazi espositivi della Fondazione Carigo, del resto sempre disponibile a fungere da catalizzatrice di iniziative.  Ma aggiungiamo anche , in un’ottica non soltanto cittadina ma di Unione comunale (Uti) anche il Museo Ford di Farra d’Isonzo, la galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo, il “Museo del territorio” di Cormons. Poichè di questo si in questi mesi:  il rilancio turistico – legato al comparto alberghiero, ristorativo, enogastronomico e agricolo nonché  degli eventi  ad esso legati non è più un corollario hobbistico, volontaristico alla crescita economica, ma un formidabile punto di forza, sul quale è necessario investire somme importanti.

 

PRIMO STEP

PROTOCOLLO D’INTESA

 

Fatte queste premesse Il comitato gopolis propone che la Regione Friuli Venezia Giulia, in particolare l’Assessorato alle politiche culturali, si attivi per la stipula di un protocollo d’intesa tra le istituzioni interessate allo sviluppo del territorio  in un’ottica di sviluppo delle peculiarità storico culturali e artistiche:  Comune di Gorizia,  Regione Fvg,  Uti Alto Isontino,  Fondazione Carigo, Camera di commercio di Gorizia; l’ Arcidiocesi di Gorizia, Biblioteca Statale Isontina, l’Archivio di Stato di Gorizia, la Fondazione Coronini Cronberg in quanto depositari di preziosi reperti, opere d’arte, documenti della storia e della cultura goriziane di inestimabile valore: e lo stesso  discorso può valere per le collezioni d’arte della Fondazione Carigo e soprattutto documentarie della Camera di commercio di Gorizia. Nel protocollo d’intesa dovrebbero entrare anche gli atenei di Udine e di Trieste, per quanto concerne i corsi attivi a Gorizia.

 

Si propone quindi, come primo step, successivo al necessario conferimento dei beni dei Musei Provinciali di Gorizia in proprietà e in gestione alla comunità goriziana,  di  uscire in tempi brevissimi dalla frammentazione dell’offerta con la ormai improrogabile messa in rete operativa e non virtuale, delle strutture museali ed espositive ricadenti nel territorio dell'Uti Alto Isontino

 

1.           la Pinacoteca di Palazzo Attems (Provincia di Gorizia)

2.           i Musei di Borgo Castello  ovvero quello della Grande Guerra e quello della moda e delle                              Arti applicate,(Provincia di Gorizia)

3.           il Museo didattico del Medioevo goriziano in Castello, con la sua apprezzatissima sezione musicale “Theatrum Instrumentorum” (Comune di Gorizia)

5.           la Sinagoga di via Ascoli e il Museo della Piccola Gerusalemme sull’Isonzo, con anessa sala dedicata a Carlo Michelstaedter (Comune di Gorizia)

6.           il Museo di Santa Chiara ( di proprietà comunale) nella prospettiva di trasformarsi in Museo dell’arcidiocesi, (Comune di Gorizia)

7.           la Fondazione  Coronini Cronberg, (Fondazione Coronini)

8.           il Museo Ford di Farra d’Isonzo, (Privato)

9.           la Galleria Spazzapan di Gradisca d’Isonzo (Comune di Gradisca, Provincia di Gorizia)

10.         il Museo del territorio di Cormons (Comune di Cormons)

 

Le priorità dei firmatari del protocollo d’intesa:

 

A.      L’elaborazione di un documento preparatorio alla costituzione di un Ente territoriale (Fondazione?) che gestisca direttamente la rete museale del goriziano. La presidenza – per quanto da noi affermato in precedenza -dovrebbe essere detenuta di diritto dal Sindaco di Gorizia;

B.                      La sincronizzazione delle giornate e degli orari di apertura delle varie strutture;

C.                      L’immediata formulazione di un pacchetto turistico che preveda un biglietto unico  per la visita di tutte le strutture;

D.                      La pianificazione comune e concordata delle future mostre e/o iniziative culturali, legate agli eventi più importanti del Goriziano (e/o regionale) e ai ricchi contenuti delle collezioni d’arte e  storico-culturali delle varie istituzioni citate;

E.                       l’immediata creazione di un fondo comune per la promozione e la pubblicità degli eventi culturali singoli e sinergici in chiave regionale, nazionale e internazionale;

F.            L’individuazione di una formula curatoriale di gestione che tenga conto soprattutto delle forze intellettuali provenienti dal settore universitario, tecnico, legato alle nuove tecnologie

 

Come riferito più sopra, gli orari delle varie strutture non sono armonici:  il costo dei biglietti non è assolutamente nè proporzionato né sinergico. Nel caso della Fondazione Coronini Cronberg e della Sinagoga sarebbe necessario ampliare  i periodi di apertura, per una comunicazione esterna ( e quindi turistica)  più precisa e allettante.  L’apertura di queste due strutture, almeno per i giorni del fine settimana  potrebbe essere assicurata da associati a  istituzioni nazionali come il Touring Club, il Club Unesco, il Fai, o associazioni locali  come gli Amici di Israele,  a fronte di un corrispettivo da concordare. La formulazione di un biglietto unico per tutte le strutture, dovrebbe  essere anche  articolato anche su sole due o tre di esse, raggruppandole secondo logiche di vicinanza tipografica oppure storico-culturale. Esempio: un biglietto unico per i Musei di Borgo Castello: Museo della Grande guerra, delle arti applicate e Castello di Gorizia.

 

Il progetto di sviluppo turistico culturale non può comunque prescindere dalla futura proprietà e gestione dei Musei provinciali con il loro patrimonio di immobili, Palazzo Attems e i palazzi di Borgo Castello, e le ricchissime collezioni archeologiche, d’arte figurativa, di memorie della Grande Guerra e di documenti di straordinario valore storico, indispensabili per la comprensione della storia del nordest italiano o del sudovest germanico-austriaco  Questo patrimonio, inestimabile per il suo valore identitario, appartiene in primo luogo ai goriziani e alla città di Gorizia e in secondo luogo al territorio di riferimento, ovvero il Goriziano in senso lato.

 

 

IL COMITATO GOPOLIS – COMITATO GOPOLIS