Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

TURISMO&CULTURA QUARTA PUNTATA

15.03.2015 21:05

EVENTI, ISTRUZIONI PER L'USO

Quarta puntata

Gorizia, musei e teatri in abbondanza. Idee: nisba. Gorizia si arrabatta su quisquilie che farebbero arricciare il naso anche a Cussignacco, con tutto il rispetto per questa frazione della Metropoli del Friuli, ma può contare su alcune manifestazioni di assoluto valore - dopo l'hardware, ovvero le strutture stabili arriviamo al software ovvero gli eventi che fanno da calamita per qualsiasi politica turistico culturale. La prima è certamente è Storia, che gli Ossola hanno saputo sviluppare e rendere una delle manifestazioni più interessanti del panorama regionale e nazionale. C'è Gusti di Frontiera che ha superato qualsiasi analoga manifestazione regionale, che andrebbe però tenuta sotto controllo per non farla riprecipitare in una dimensione di sagra paesana. C'è il Festival vegetariano, in questi giorni motivo di aspre polemiche e di promesse di salvataggio. Poi ci sono una marea di manifestazioni, che ci permettiamo di dire non certo in anteprima, che hanno fatto il loro tempo e che di anno in anno si stanno esaurendo, come il Concorso Seghizzi, il Festival del Folclore, Il Concorso di violino Lipizer.  

Ma poiché queste manifestazioni hanno dei meriti conquistati nel tempo, cerchiamo di aiutarle a trovare una strada che permetta loro di sopravvivere, magari prosperare, nel segno però di una sinergia operativa mirata alla crescita complessiva della città. A margine di questi tre eventi piuttosto ben foraggiati dagli enti pubblici ci sono innumerevoli altre manifestazioni, concorsi musicali e di arte varia, di cui alcuni senz'altro degni di nota e pregevoli. L'unica strada per non morire d'inedia, per il fatto che i flussi di denaro pubblico sono sempre più rarefatti è quella di unire forze e finanze, impostare un discorso sulle sale teatrali goriziane e fare promozione comune per una "GORIZIA IN MUSICA" o qualsiasi altro logo che sia in grado di presentare la città come luogo in cui durante tutto l'anno accade qualcosa che ha a che fare con le sette note. La qualcosa presuppone di anteporre gli interessi della città a quelli associazionistici. La proposta presuppone inoltre una certa fantasia creativa - e fin lì forse ci siamo - ma anche una quasi impossibile rinuncia all'autoreferenzialità. Il nostro sindaco Romoli sarebbe l'unica persona dotata di autorità sufficiente a riunire queste associazioni attorno a un tavolo per fare loro un discorso ultimativo.

ANTONIO DEVETAG

GO.POLIS