Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

UNO SFREGIO A GORIZIA

05.08.2015 18:19

PROVINCIA: UNO SFREGIO A GORIZIA
PRIMA DI FARE LE VALIGIE

Nessuno lo ammetterà mai, anche perché per farlo bisognerebbe possedere una dote che non è data ai nostri mediocrissimi politicanti: l’onestà intellettuale. Ma se non fosse per questa modesta pagina Fb e il nostro blog, e quei quattro gatti del comitato gopolis, i Musei provinciali, ovvero il tesoro culturale e la storia, l’identità stessa di Gorizia zitti zitti, quatti quatti, sarebbero stati sottratti ai loro veri e unici proprietari, ovvero cittadini goriziani e chi li rappresenta in Piazza Municipio 1. Prima di levare le tende consiglieri, assessori, presidenti guardano al riciclo. Molti di loro pensano di avere i numeri per governare una città, la Regione, in prospettiva l’Italia. Gherghetta il mondo intero.
Gherghetta che è astuto ha notato che la violenza verbale e le palle a ruota libera non sortivano grande effetto e ha quindi mandato avanti Alessandro Zanella, consigliere provinciale: ma, suvvia, dice Zanella, i Musei li svenderemo alla Regione ma prima – udite udite – negozieremo!
Quindi a Zanella il Buono è stato concesso di spargere, urbi et orbi, la lieta novella, che nasce direttamente dalla capoccia della Guida Suprema, il quale “ha acutamente –testuale- intravisto la possibilità di rivendicare la sede della Direzione Centrale Culturale della Regione”. Zanella offre ai goriziani la prospettiva di superare i loro incomprensibili complessi di Panda “costruendo una visione unitaria” e individua “ nelle risorse dell’isontino – che non esiste più in quanto diviso in due Uti secondo la volontà della Serracchiani - in un volano per “lo sviluppo locale integrato”, aggiungiamo noi secondo il volere di Torrenti e di quello che si deciderà a Trieste, anche perché la sinistra goriziana ci sembra del tutto tagliata fuori dal dibattito, e questo ci dispiace: ma il coraggio è merce rara.
Gherghetta e Zanella, come i due poliziotti americani. Uno mena l’altro offre la sigaretta. Fanno finta di non capire che il problema è che quel patrimonio appartiene a Gorizia e deve essere gestito nell’interesse dei cittadini goriziani e quindi della Regione FVG: c’è forse una contraddizione? Sentiremmo volentieri anche le voci dell’ Uti dell’Alto Isontino che anche Gherghetta fino a ieri contrastava e che ha consentito a Monfalcone di separarsi dal suo storico capoluogo e diventare (sic) indipendente se non addirittura una e trina. In questa confusa follia impiantata dalla Regione si sappia che Gorizia e il suo sindaco Romoli- lo diamo per certo perché su questo puinto si è impegnato con decisione - non arretreranno di un centimetro sulla proprietà e la gestione dei Musei provinciali DI GORIZIA.
ANTONIO DEVETAG
GOPOLIS