Mercato coperto, un tesoro da valorizzare

 

ASCOLTA ERMI BOMBI - SUMMERTIME - afternoon in paris - lady be good - poor butterfly

 

ERMI BOMBI

Erminio Bombi (1927-2005), un grande goriziano, un pianista jazz dalle straordinarie capacità interpretative.  Schivo, quasi timido I'unica testimonianza ben registrata della sua arte, che gopolis ha il piacere di presentarvi fu merito – come ricorda il bravo e attento giornalista Giuliano Almerigogna -  di una paziente opera di "pressing" effettuata dal musicofilo Aldo Miani, che nel '78 lo convinse a farsi registrare in casa un ottimo Revox a bobine di Radio Gorizia Uno.

 

È merito anche del compagno di tante avventure, musicali e non, Gianluigi Devetag, ottimo chitarrista sulle orme di Charlie Christian e Django Reinhardt, che di Bombi è stato più che un amico e ha conservato gelosamente quel nastro fino ad ora. A Gorizia pochi ormai ricordano una sfida fra Bombi e il grande pianista jazz italiano Giorgio Gaslini nell'ottobre 1977, quando in un dopo-concerto del secondo, i due si alternarono al pianoforte di casa de Savorgnani, cercando di superarsi l'un I'altro. Dopo oltre un'ora e mezza, con molto savoir-faire, Gaslini si dichiarò "piacevolmente superato da un pianista incredibile", aggiungendo "ma Ermi è di un altro pianeta, è come dire Evans, Peterson, Garner, Tatum", e ancora: "stento a credere che non abbia mai inciso un album, e che stia nascosto qui a Gorizia".

LO VOLEVANO NEGLI STATES

Lo abbiamo potuto ascoltare nei luoghi più impensati, senza mai preavviso; dal primo piano del caffè Teatro atarda notte, alla pasticceria Osbat: lui poi soleva suonare anche per accon- tentare la figlia Raffaella, e così accadde quando quest'ultima festeggiò la raggiunta maturità classica con alcuni compagni di classe. Bombi nasce artisticamente nell'immediato dopoguerra, nel periodo'45-'47 di pacifica convivenza con le truppe Usa di stanza a Gorizia. Suonò anche con il Maestro Edy de Leintemburg e suoi amici erano allora Italo "Piffio" Rosolen al contrabbasso e Tullio Devetag alla chitarra. All'epoca non c'erano locali dove il jazz venisse suonato dai goriziani, ma soltanto bar "offlimits"  punto di incontro di ragazzi "bianchi e neri" che si ritrovavano per passare le serate ascoltando quella loro musica ricca di calore e ritmo innaffiandola con qualche birra e whisky. Gli unici goriziani che ebbero accesso per il loro talento nelle orchestre Usa furono Ermi Bombi, che fu invitato nel '47 per il suo talento ad andare negli States dove avrebbe trovato ponti d'oro ed invece decise di continuare con gli amici nella sua Gorizia, il chitarrista Tullio Devetag ed il contrabbassista "Piffio" Rosolen.

SERATE JAZZ ALLA LANTERNA D’ORO

Bombi lì era il più preparato di tutti, anche dei talenti Usa presenti fra le truppe e svettava in una band di 16 elementi guidata dal maresciallo mister Horns, musicista professionista. Era musica di Basie, Tommy Dorsey e Glenn Miller, che fece ballare, non soltanto tutti gli statunitensi in Italia, ma "prese" molti giovani italiani che avevano voglia di dimen- ticare con un po'di allegria il dramma spaventoso di una guerra che ci aveva messi in ginocchio. Gorizia, cool city Partiti gli "americani", Bombi, assieme talvolta al più melodico Edy de Leitenburg, divenne il re della musica jazz dal vivo a Gorizia. Diceva di lui il grande amico e chitarrista Gianluigi Devetag: "le serate, dopo che la stazione radio diretta da un capitano hawaiano fu chiusa e smantellata, si trasferirono in locali come il circolo di lettura di via Morelli, la Lanterna d'Oro in castello ed altri". Grazie a Gianluigi, gli ospiti della città, insigni musicisti, non mancarono: ricordiamo le due serate del '69 e '70 con il Modern Jazz all'UGG e al Verdi, il mitico concerto di Quartet Earl "Fatha" Hines del dicembre '74 al Verdi, quello di Franco Cerri al Verdi, Enrico Intra (con De Piscopo) e Giorgio Gaslini nella stessa sera del'77 all'UGG: questi appuntamenti opera del circolo Salvemini non mancò mai Ermi Bombi, che ebbe nei dopo-concerto occasione di duettare con John Lewis del MJQ, Hines e, come detto, Gaslini ed altri, ricevendo sempre i sinceri complimenti di questi Big, colpiti dal tocco prezioso e dalla grande fantasia di Bombi ed increduli che un talento simile non suonasse da professionista in tutto il mondo.